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Costo della guerra in Iran: $11,3 miliardi in sei giorni, ma i danni economici si ampliano

AUTORE: Redazione Novrium //
Costo della guerra in Iran: $11,3 miliardi in sei giorni, ma i danni economici si ampliano
Il Pentagono ha stimato che i primi sei giorni della guerra contro l'Iran hanno costato oltre 11,3 miliardi di dollari, ma i veri costi del conflitto potrebbero essere molto più elevati. I dati, rivelati in un briefing riservato al Congresso, includono spese per armi e munizioni, ma non considerano costi come il dispiegamento delle truppe, le spese mediche o il rimpiazzo degli aerei persi. L'uso di armi più economiche, come le bombe JDAM, ha ridotto i costi giornalieri, ma il consumo rapido delle munizioni avanzate potrebbe richiedere un nuovo finanziamento per rifornire gli stock.

L'espansione del conflitto ha già avuto effetti economici globali, con un rialzo dei prezzi dell'energia e preoccupazioni per il costo della vita. I mercati finanziari hanno registrato perdite significative, mentre i prezzi del petrolio e del gas sono saliti, alimentando timori di un'ulteriore inflazione. In Gran Bretagna, l'aumento dei costi dell'energia e del carburante ha messo sotto pressione le famiglie, con l'energia elettrica che potrebbe subire un aumento del 10% entro la fine dell'anno. I prezzi del carburante hanno raggiunto livelli record, con un aumento di circa 4,72 euro per un pieno di 55 litri.

L'interdizione del canale di Hormuz, che trasporta il 20% del petrolio globale, ha creato ulteriori tensioni. L'Iran ha minacciato di bloccare le navi, rischiando di peggiorare la crisi energetica. Gli esperti avvertono che un prolungamento del conflitto potrebbe portare a una stagflazione, con alta inflazione e bassa crescita economica, simile agli anni '70. Il presidente Trump ha dichiarato di aver vinto la guerra, ma i segnali di instabilità globale suggeriscono che la situazione è lontana dall'essere risolta.

Il conflitto ha anche implicazioni per il settore agricolo e industriale, con possibili rialzi dei prezzi degli alimenti e delle materie prime. La chiusura del canale di Hormuz potrebbe danneggiare la produzione di fertilizzanti e altri beni essenziali, influenzando la catena di approvvigionamento. Mentre il Pentagono cerca di gestire i costi, il dibattito su un piano di uscita dal conflitto rimane incerto, con l'Iran che esige garanzie internazionali per fermare gli attacchi.