Novrium Logo NOVRIUM_
> Seguici su
HOME TRENDS CHI_SIAMO CERCA

Banco Bpm propone fusione con Mps: creerà il secondo gruppo bancario italiano

AUTORE: Redazione Novrium //
Banco Bpm propone fusione con Mps: creerà il secondo gruppo bancario italiano
Banco Bpm ha lanciato una proposta ufficiale di aggregazione con Banca Monte dei Paschi di Siena, mirata a creare il secondo gruppo bancario italiano per dimensioni. L'operazione, già approvata all'unanimità dal consiglio di amministrazione di Bpm, prevede una capitalizzazione di Borsa stimata sopra i 50 miliardi di euro e un potenziale sinergico a regime superiore a 1,1 miliardi di euro. La fusione, strutturata come un 'merger of equals', punterebbe a preservare le identità delle due banche mentre rafforza la loro posizione competitiva nel mercato.

L'aggregazione prevede sinergie di costo e ricavo per oltre 1,1 miliardi di euro, con un utile netto stimato a 6 miliardi. La proposta include anche una copertura geografica completa del territorio nazionale, con un rafforzamento del posizionamento in regioni come Lombardia, Toscana e Veneto. Banco Bpm sottolinea la complementarità delle attività e la possibilità di ottimizzare le strutture produttive, nonché il vantaggio derivante dalla partecipazione di Mps in Assicurazioni Generali.

Mps non ha ancora commentato la proposta, attendendo la riunione del consiglio di amministrazione prevista per il 8 giugno. Intanto, si mormora di una possibile riunione straordinaria del Cda di Intesa Sanpaolo, che potrebbe valutare azioni su Mps. Banco Bpm ha espresso la volontà di avviare un dialogo rapido con il management di Mps per esplorare l'opportunità e definire i dettagli dell'operazione.

Il progetto prevede una governance basata su equilibrio e rappresentatività, con salvaguardia dei brand e delle sedi storiche. Gli analisti vedono nella fusione un'opportunità per competere con i grandi gruppi europei, migliorando la scala operativa e la capacità di investimento tecnologico. La creazione di valore stimata a 5,5 miliardi di euro potrebbe rafforzare la posizione patrimoniale degli azionisti, con un Cet1 ratio pro forma intorno al 15%.