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Attacco israeliano alle infrastrutture iraniane: prezzo del petrolio sale a 108 dollari

AUTORE: Redazione Novrium //
Attacco israeliano alle infrastrutture iraniane: prezzo del petrolio sale a 108 dollari
Un attacco israeliano e statunitense alle infrastrutture energetiche iraniane ha scatenato una nuova ondata di tensioni sui mercati globali. Le raffinerie di Asaluyeh e il giacimento di South Pars, il più grande al mondo, sono state colpite, provocando un incendio e danni significativi. Teheran ha minacciato rappresaglie contro obiettivi in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, aumentando ulteriormente l'instabilità nella regione.

Il prezzo del petrolio è salito drasticamente, con il Brent che ha superato i 108 dollari al barile, mentre il Wti ha registrato un rialzo del 2,3%. L'escalation ha messo sotto pressione i mercati finanziari, con le borse europee che hanno registrato cali e le banche centrali che monitorano l'impatto sull'inflazione. L'incertezza ha anche colpito i consumatori italiani, dove i prezzi dei carburanti hanno raggiunto livelli record, con il diesel a 2,089 euro al litro e la benzina a 1,855 euro.

Il governo italiano sta valutando interventi per mitigare l'impatto sulle famiglie, tra cui un bonus carburanti di 100 euro per i soggetti con Isee inferiore ai 15mila euro. Tuttavia, i critici hanno sottolineato che le misure proposte sono insufficienti, chiedendo tagli alle accise e una strategia strutturale per affrontare il caro-carburanti. Intanto, l'Unione Europea ha iniziato a vietare nuovi contratti di importazione di gas russo, con un piano di uscita completata entro il 2027.

Le tensioni geopolitiche si sono mescolate a sviluppi economici, come l'accordo tra Iraq e Turchia per aggirare lo stretto di Hormuz, che ha temporaneamente alleviato le preoccupazioni. Tuttavia, l'attacco all'Iran ha riacceso i timori di un'ulteriore instabilità, con possibili ripercussioni sull'economia globale e sui mercati energetici.