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Tre identificati per i cartelli bruciati a Roma durante il corteo

AUTORE: Redazione Novrium //
Tre identificati per i cartelli bruciati a Roma durante il corteo
La Digos di Roma, in collaborazione con altre forze dell'ordine, ha identificato tre manifestanti responsabili del rogo di cartelli raffiguranti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il corteo per il 'No' al referendum sulla giustizia. Due dei soggetti erano originari di Padova, mentre il terzo proviene da Napoli. I tre sono stati denunciati all'autorità giudiziaria, mentre le indagini proseguono per individuare altri partecipanti al gesto.

Il corteo, organizzato contro il governo e il referendum, ha visto momenti di tensione con l'uso di fumogeni e la distruzione di immagini simboliche. Uno degli striscioni mostrava Meloni con Nordio in una posa provocatoria, accompagnato da scritte critiche. Un altro manifesto raffigurava la premier in compagnia del premier israeliano Benjamin Netanyahu, con un messaggio sul conflitto in corso. Nella stessa area, è stato incendiato un cartello con la bandiera statunitense e una foto di Trump.

Le reazioni delle autorità sono state immediate. Il Guardasigilli Carlo Nordio ha definito gli episodi 'eccessi aggressivi' ma ha sottolineato la sua determinazione nel proseguire l'opera di governo. Il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana hanno condannato il gesto, definendolo 'inaccettabile' e invitando a evitare 'tensioni inutili'. Il partito di Meloni, Fratelli d'Italia, ha parlato di 'odio rosso', mentre l'ex premier Giuseppe Conte ha denunciato ogni forma di 'violenza' e il rischio di 'strumentalizzazioni'.

Le immagini delle manifestazioni sono state analizzate per risalire ad altri responsabili. Il corteo, che ha visto la partecipazione di diverse forze politiche, si è svolto in un clima di forte polarizzazione, con accuse reciproche di estremismo e intolleranza. Le autorità hanno ribadito l'impegno a garantire la sicurezza durante gli eventi pubblici, pur riconoscendo il diritto alla libertà di espressione.