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Torino, Procura impugna scarcerazione per abusi su 13enne

AUTORE: Redazione Novrium //
Torino, Procura impugna scarcerazione per abusi su 13enne
La Procura di Torino ha annunciato di ricorrere al Tribunale del Riesame contro la decisione del giudice per le indagini preliminari che ha disposto l’obbligo di firma per un 42enne arrestato per aver molestato una tredicenne nel minimarket dove lavorava. Il pm ha contestato la valutazione sulle esigenze cautelari, sostenendo che ci sia un concreto rischio di reiterazione del reato.

L’uomo, incensurato e originario del Bangladesh, è stato fermato dalla polizia dopo che la ragazza, entrata nel negozio per comprare delle bibite, ha subito atti sessuali non consensuali. Secondo la ricostruzione, l’uomo aveva già commesso un altro abuso 40 minuti prima, come mostrato dalle immagini delle telecamere. Il giudice ha riconosciuto i gravi indizi di colpevolezza ma ha ritenuto insufficiente il pericolo di fuga per applicare misure più restrittive.

Durante l’udienza, l’indagato ha dichiarato di aver sbagliato e di essere dispiaciuto, motivando la decisione del giudice. La Procura, però, ha sottolineato che l’atteggiamento collaborativo non esclude il rischio di ulteriori reati. La vicenda ha suscitato forti polemiche e ha portato il ministero della Giustizia a inviare ispettori per verificare l’operato del tribunale.

La premier Giorgia Meloni ha commentato la situazione su Facebook, esprimendo solidarietà alla vittima e alla sua famiglia. Ha criticato la decisione del giudice, sottolineando che le leggi sono severe e che le forze dell’ordine hanno agito rapidamente. La Procura ha ribadito la volontà di proseguire con l’azione legale per garantire giustizia.

L’episodio ha scatenato preoccupazione nel quartiere, dove la comunità chiede trasparenza e una risposta chiara. Gli inquirenti continuano a indagare per identificare la seconda vittima, una donna che sarebbe stata vittima di abusi nello stesso negozio poco prima. Il caso rappresenta un punto di tensione tra le esigenze cautelari e l’indipendenza della magistratura.