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Siher liberato, Meloni attacca la gip: «Decisione vergognosa»

AUTORE: Redazione Novrium //
Siher liberato, Meloni attacca la gip: «Decisione vergognosa»
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta con un video sui social per definire «vergognosa» la decisione della gip di Milano Tiziana Landoni, che non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, ricercatore di 30 anni accusato di essere l'amministratore della pagina Telegram «Movimento 17 ottobre». Secondo la premier, la scelta del giudice rappresenta una «mortificazione insopportabile» del lavoro delle forze dell'ordine, degli inquirenti e del Ministero dell'Interno, e colpisce chi si impegna a difendere la cittadinanza dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali.

La pagina contestata era stata creata alle 19,59 del 18 ottobre, quando gli scontri del fine settimana a Milano si erano già verificati e sostanzialmente conclusi. Secondo la gip, i contenuti pubblicati sul canale esprimevano modalità di protesta contro le politiche governative e richiami alla disobbedienza civile, ma non si traducevano in comportamenti violenti o criminosi, bensì nella programmazione di manifestazioni settimanali. Il giudice non ha riconosciuto gravi indizi di colpevolezza e ha escluso il pericolo di fuga, ricordando che Siher è nato in Italia, possiede documenti regolari ed è radicato nel territorio.

La vicenda ha avuto ripercussioni politiche immediate. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha parlato di liberazione «incredibile», ricordando che la Procura aveva contestato reati gravissimi, tra cui l'istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo, e ha chiesto se il giudice pagherà di tasca propria in caso di nuovi episodi di violenza, a partire dai cortei previsti per venerdì a Milano. Il ministro Roberto Calderoli ha espresso complimenti alle Forze dell'ordine e si è domandato se si possa ancora parlare di «giustizia giusta», mentre il vicepremier Antonio Tajani ha definito la decisione «estremamente grave», sostenendo che metta in pericolo la sicurezza del Paese.

Il provvedimento si inserisce in un quadro di forte tensione seguito a giorni di guerriglia urbana e a danni per milioni di euro nel capoluogo lombardo. Siher, secondo il decreto di fermo, avrebbe pubblicato contenuti definiti eversivi e messaggi che invitavano a manifestare il 24 ottobre con l'obiettivo di compiere reati contro l'ordine pubblico. Il giudice ha però affermato che quei commenti erano stati pubblicati da altri membri del gruppo e che Siher non aveva incitato né sostenuto le azioni violente. Lo stesso Siher ha sempre negato ogni addebito.

Il caso resta aperto nel dibattito pubblico tra chi critica l'operato della magistratura e chi difende l'autonomia del giudice e la presunzione di innocenza, mentre le manifestazioni annunciate per i prossimi giorni tengono alta l'attenzione delle autorità.