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Siher in carcere: "Aveva un progetto eversivo, voleva creare il terrore"

AUTORE: Redazione Novrium //
Siher in carcere: "Aveva un progetto eversivo, voleva creare il terrore"
La Procura di Milano ha disposto il carcere per Youssef Siher, ricercatore trentenne ritenuto la mente del cosiddetto Movimento 17 ottobre, accusato di istigazione a delinquere con l'aggravante del terrorismo e di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Secondo i pm, attraverso messaggi diffusi su Telegram e Instagram, potenzialmente in grado di raggiungere 150mila persone, avrebbe creato uno stato di intimidazione della popolazione, approfittando degli scontri avvenuti in piazza nel fine settimana del 17 e 18 ottobre.

Sui social l'uomo incitava alla mobilitazione permanente ogni sabato, fino alla caduta del governo, convocando manifestanti nelle piazze di otto città. Il gruppo Telegram creato, con oltre 6.000 seguaci, comprendeva persone che, secondo gli inquirenti, si sarebbero dimostrate pronte a usare la violenza. Il fine, scrivono i magistrati, era ingenerare terrore nella popolazione e dare corso a una sommossa sventata solo grazie all'intervento della polizia, che ha bloccato l'invio dei messaggi con le indicazioni delle piazze.

Durante le perquisizioni, Siher si è mostrato poco collaborativo, rifiutando di fornire le credenziali del telefono. Dal computer privo di password è stato però recuperato materiale ritenuto rivelatore: un file intitolato "Rivoluzione, istruzioni per l'uso', ispirato al manuale della rivoluzione egiziana del 2011, che descrive come organizzare una mobilitazione di disobbedienza civile contro il governo, con suggerimenti pratici per affrontare gli scontri, dall'abbigliamento all'attrezzatura. Dal browser è emerso anche un accesso a un portale di intelligenza artificiale utilizzato per cercare informazioni su strategie rivoluzionarie.

La moglie, una trentaduenne mediatrice interculturale di origine libanese, è indagata per gli stessi reati. La donna si trovava con lui in un appartamento al Corvetto, dove gli agenti lo hanno intercettato sabato mattina; è proprio grazie al suo cellulare che gli investigatori sono riusciti a localizzarlo. Allo stato, secondo quanto emerso, non risultano collegamenti diretti tra il ricercatore e gli autori dei disordini, ma le indagini proseguono per accertare eventuali contatti con i responsabili degli scontri.

Le verifiche si estendono anche ad altri fronti. La Procura di Genova sta valutando possibili legami tra Siher e il gruppo di persone arrestate a dicembre 2025 per presunti finanziamenti ad Hamas, tra cui Mohammad Hannoun. Gli investigatori valutano inoltre una possibile connessione con gli hacker di Noname057(16), gruppo vicino a Mosca che ha più volte attaccato aziende e istituzioni italiane. In passato Siher aveva già attirato l'attenzione degli investigatori per aver lodato sui social l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

Nell'udienza di convalida, prevista nelle prossime ore, il pm Francesca Crupi sosterrà il pericolo di fuga, sottolineando che l'uomo dispone di particolari capacità di movimento e di contatti che potrebbero aiutarlo a far perdere le proprie tracce. Il ricercatore, nato nel Bresciano e da tempo gravitante a Milano nell'area Propal, non è ancora stato interrogato dai pm.