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Sette morti nell'attacco armato contro una chiesa in Giordania

AUTORE: Redazione Novrium //
Sette morti nell'attacco armato contro una chiesa in Giordania
Sette persone sono state uccise e decine ferite in un attacco armato contro una chiesa a Hmoud, nel governatorato di Karak, nella Giordania centrale, durante un funerale svolto venerdì. Secondo le autorità, i feriti sarebbero almeno 34, mentre altre fonti parlano di quaranta persone colpite. Gli assalitori sono arrivati in auto, sono entrati nell'edificio di culto e hanno aperto il fuoco prima di fuggire. Nessuno ha rivendicato l'azione.

Il ministro dell'Interno Mazen al-Faraya, in una conferenza stampa, ha dichiarato che le forze di sicurezza stanno lavorando per individuare i responsabili, che ha definito un gruppo di estremisti. Il re Abdullah II ha promesso che il gesto terroristico sarà affrontato con le pene più severe. Il bilancio delle vittime è stato inizialmente rivisto più volte, passando da sei a sette morti.

I video diffusi dalla televisione di Stato giordana mostrano due uomini armati di pistola avvicinarsi alla chiesa e aprire il fuoco, seguiti da un terzo uomo con un fucile semiautomatico. Le immagini dell'interno mostrano vetri rotti e pozze di sangue sul pavimento. Un testimone presente tra i fedeli ha raccontato che la sparatoria è esplosa circa quindici minuti dopo l'inizio della funzione, costringendo tutti a cercare riparo sotto le panche e a fuggire verso le uscite.

Un altro testimone, Khalid al-Mdanat, ha riferito che l'attacco è durato circa quindici minuti, con persone che cercavano di scappare mentre gli spari continuavano. Secondo i presenti, gli aggressori si sono allontanati a bordo di un pick-up, sparando ancora durante la fuga. Molti residenti sono rimasti sconvolti, e alcuni hanno espresso frustrazione per quello che considerano un approccio troppo debole nei confronti del terrorismo.

Il premier Jafar Hassan ha definito l'episodio il risultato di un'ideologia terroristica e di un estremismo cieco, promettendo misure legali contro chi cerca di diffondere l'estremismo. Il governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Il ministro della Sanità Ibrahim al-Budour ha comunicato che due feriti sono in condizioni critiche.

La condanna è arrivata da tutta la regione, tra cui Libano, Siria, Egitto e Oman. Il Grande Imam di al-Azhar, Ahmed al-Tayeb, ha definito l'attacco un "crimine terroristico efferato". Anche il segretario generale dell'ONU, António Guterres, ha condannato l'attacco come "particolarmente efferato", chiedendo che tutti i responsabili siano individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni.

Karak ospita una consistente comunità cristiana in un Paese a stragrande maggioranza musulmana, e la violenza di questo tipo è rara in Giordania, anche se nel 2016 nella stessa regione un'imboscata della polizia costò la vita a dieci persone, tra cui sette agenti. Il dolore e la rabbia restano palpabili intorno all'ospedale dove sono ricoverati i feriti, mentre le famiglie delle vittime attendono notizie.