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Scandalo Corruzione su Fondi Ue: Arrestati Docenti e Ricercatori

AUTORE: Redazione Novrium //
Scandalo Corruzione su Fondi Ue: Arrestati Docenti e Ricercatori
La Procura europea ha chiesto l'arresto di 16 tra docenti universitari, ricercatori e insegnanti, oltre a manager e dipendenti di società informatiche, accusati di corruzione propria e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. L'inchiesta riguarda la Sicilia e la Campania, e si concentra sulle forniture di beni e servizi a determinate società informatiche in cambio di 'tesoretti' usati per acquistare cellulari, smart tv e pc per uso personale o da regalare a familiari e conoscenti.

Secondo i pm di Eppo, i docenti facevano sì che gli enti presso cui lavoravano affidassero le forniture di beni e servizi a determinate società informatiche, ottenendo in cambio un 'tesoretto' usato per comprare cellulari, smart tv e pc per uso personale o da regalare a familiari e conoscenti. L'indagine è partita da Palermo tre anni fa con l'arresto di una preside del quartiere Zen, scoperta a fare la cresta sul cibo della mensa scolastica e pronta a imporre alla sua scuola di acquistare pc e tablet dalla R-Store, società di informatica, in cambio di cellulari di ultima generazione e regali per sé e i suoi familiari.

La R-Store, con sede a Napoli e con più di 32 punti vendita in Italia, si avvaleva di uno specifico team costituito da diversi referenti che facevano capo a Mario Piacenti, tra gli indagati, e intrattenevano relazioni con numerosi istituti pubblicizzando l'azienda e cercando di accaparrarsi forniture di beni e servizi, come ad esempio dispositivi digitali e software informatici.

Personaggio chiave della vicenda è l'amministratore delegato Giancarlo Fimiani, che sfruttava le proprie conoscenze per accaparrarsi gare, anche di notevole importo, come nel caso dell'I.T.S. 'Mia Moda Campania'. Piacenti invece teneva i contatti con i dipendenti sul territorio come la palermitana Alessandra Conigliaro, gola profonda dell'inchiesta.

L'indagine ha scoperto che il caso della dirigente palermitana era tutt'altro che isolato. I pm hanno chiesto 16 misure cautelari, parlano di 'sistema perverso' attraverso il quale diversi dipendenti pubblici, docenti e dipendenti universitari agevolavano l'affidamento di forniture di beni e servizi alla Informatica Commerciale S.p.A., alla R-Store S.p.a e alla Databroker.