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Processo Chiara Petrolini: 26 anni per omicidi neonati, 'Non sono una madre assassina'

AUTORE: Redazione Novrium //
Processo Chiara Petrolini: 26 anni per omicidi neonati, 'Non sono una madre assassina'
La Procura di Parma ha richiesto 26 anni di reclusione per Chiara Petrolini, accusata di aver ucciso premeditatamente i propri due figli neonati, Domenico Matteo e Angelo Federico, sepolti nel giardino di Traversetolo. La 22enne è imputata per omicidio e soppressione di cadavere, con l'accusa di aver nascosto le gravidanze e adottato comportamenti dannosi per i bambini. Durante l'udienza, Petrolini ha letto per sette minuti un discorso in cui ha negato di essere una madre assassina, sostenendo di non aver mai voluto far loro del male.

La pm Francesca Arienti ha sottolineato la consapevolezza della donna nel nascondere le gravidanze e nel mantenere uno stile di vita incompatibile con la salute del feto, come il consumo di alcol e marijuana. Sono emersi anche decine di ricerche sul cellulare relative a metodi per interrompere la gravidanza o accelerare il parto, che la procura ha definito "ricerche di morte". La difesa, invece, ha presentato attenuanti per l'età e l'immaturità della ragazza, pur riconoscendo la sua capacità di intendere e di volere.

Petrolini ha dichiarato di non aver mai fatto un test di gravidanza e di non essersi mai sentita sicura di essere incinta. Ha descritto i bambini come "parte di sé" e ha espresso dolore per la loro perdita, pur riconoscendo di aver compiuto scelte "sicuramente sbagliate". L'ex fidanzato e il padre dei bambini hanno chiesto risarcimenti per un totale di 1,65 milioni di euro, cercando di dare voce alle vittime "disconosciute".

Il processo è stato aggiornato al 27 marzo per l'arringa della difesa e si concluderà il 24 aprile con la decisione della Corte di assise. La donna, che ha descritto un senso di vuoto e isolamento, ha riconosciuto di aver vissuto un periodo di confusione e sofferenza, ma ha sempre negato l'intenzione di uccidere i propri figli.