Novrium Logo NOVRIUM_
HOME TRENDS CHI_SIAMO CERCA

Omicidio Pasolini, la Procura di Roma apre una nuova indagine sul delitto del 1975

AUTORE: Redazione Novrium //
Omicidio Pasolini, la Procura di Roma apre una nuova indagine sul delitto del 1975
La Procura di Roma ha avviato un nuovo fascicolo di indagine sull'omicidio di Pier Paolo Pasolini, ucciso ad Ostia la notte tra il primo e il due novembre del 1975. Il procedimento è affidato al sostituto Silvia Santucci ed è stato aperto in seguito a un esposto depositato a piazzale Clodio nelle scorse settimane dall'avvocato Stefano Maccioni.

Maccioni ha assistito in passato uno dei cugini della vittima, Guido Mazzon, ed è oggi legale dell'Ordine dei giornalisti del Lazio, del regista David Grieco e dello scrittore Giovanni Giovannetti. La nuova istanza, presentata nel novembre 2025 e integrata nel maggio 2026, si basa su nuovi elementi raccolti dalla difesa. Secondo il legale, la Procura potrà finalmente fornire risposte che da troppi anni vengono cercate, e chi è a conoscenza di fatti finora taciuti è invitato a farsi avanti.

La famiglia e i legali non nascondono l'emozione e la soddisfazione per la decisione della Procura di svolgere nuove indagini sul delitto. In passato le richieste di riapertura erano già state presentate nel 2009, nel 2016 e nel 2023, ma sempre respinte dalla Procura.

Alcuni accertamenti scientifici hanno rilevato profili di Dna non attribuibili al solo Giuseppe "Pino" Pelosi sui reperti degli abiti e del plantare di Pasolini, ipotesi che indicherebbero la presenza di più persone sulla scena del crimine. Pelosi, morto nel 2017, era stato condannato in primo grado a 9 anni, 7 mesi e 10 giorni per omicidio volontario in concorso con ignoti, atti osceni e furto aggravato. La sentenza d'appello aveva ritenuto estremamente improbabile che Pelosi avesse avuto complici, decisione confermata dalla Cassazione nel 1979.

Negli anni, dopo la scarcerazione avvenuta nel 2009, Pelosi aveva fornito nuove versioni della notte dell'omicidio, mai riscontrate dagli investigatori. Il caso era stato affrontato anche in sede politica, con una richiesta di istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sostenuta nel 2016 da circa 11mila firme raccolte online e da esponenti del mondo della cultura come Dario Fo, Dacia Maraini e Massimo Ranieri.