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Movimento 17 ottobre, vademecum su Telegram e perquisizioni in tutta Italia

AUTORE: Redazione Novrium //
Movimento 17 ottobre, vademecum su Telegram e perquisizioni in tutta Italia
Nelle chat Telegram del Movimento 17 ottobre, protagonista delle manifestazioni di questi giorni in diverse città italiane tra cui Roma e Milano, circola un vademecum intitolato “Rivoluzione, istruzioni per l’uso”. Il documento, che dichiara di ispirarsi alla Rivoluzione egiziana del 2011 e alle proteste della Primavera araba, contiene indicazioni sull’organizzazione dei cortei, sulla preparazione dei partecipanti e sulle tattiche da adottare in caso di confronto con le forze dell’ordine. Tra gli obiettivi indicati figurano la contestazione del governo Meloni e l’ampliamento della mobilitazione. Non è chiaro se il vademecum rappresenti la linea ufficiale del gruppo, quanto sia stato diffuso tra i manifestanti né chi lo abbia effettivamente scritto.

La guida dedica ampio spazio all’equipaggiamento, con consigli per proteggersi da lacrimogeni e spray al peperoncino: felpe con cappuccio, kefiah o mascherine FFP2, occhiali protettivi, scarpe comode, guanti resistenti al calore, un kit di primo soccorso e, contro i gas, Maalox liquido e aceto. Il nucleo operativo è una cosiddetta “tattica collettiva” in 16 punti, che prevede file parallele, gruppi compatti e concentramenti iniziali in punti distanti dallo schieramento delle forze dell’ordine. Accanto alle indicazioni più conflittuali, il documento insiste sul mutuo soccorso: ogni partecipante deve vigilare sulle persone che ha accanto e aiutare chi è in difficoltà prima di confrontarsi con la sicurezza.

Sul fronte investigativo, la Polizia ha individuato il presunto ideatore della pagina Instagram “Movimento 17 ottobre”, un trentenne italiano di seconda generazione di origini marocchine, residente formalmente in provincia di Brescia e portato in questura a Milano per essere interrogato. Al momento non risulta indagato. Si tratta di un giornalista freelance e studioso di geopolitica, con un dottorato di ricerca e collaborazioni con il Fatto Quotidiano. Nelle stesse ore la Digos di Brescia ha perquisito un’abitazione tra Mazzano e Gavardo, dove vive la sua famiglia, trovando materiale ritenuto di interesse investigativo.

Le perquisizioni sono state molto più ampie: oltre 150 tra Milano, Monza e altre venti città, principalmente in Lombardia, in riferimento a una chat sospetta trovata su un telefono di uno dei giovani coinvolti negli scontri del weekend a Milano. Tra i perquisiti ci sono studenti universitari e liceali, spesso minorenni incensurati. A Bari, l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia e della Procura per i minorenni riguarda presunti preparativi di assalti e saccheggi ai negozi del centro: la Digos ha bloccato giovani tra i 15 e i 18 anni con passamontagna e materiale pirotecnico, sequestrando anche telefoni cellulari. I minorenni sono stati affidati ai genitori.

In vista delle manifestazioni, Milano si è blindata: le vetrine di via Montenapoleone e via della Spiga sono protette da pannelli di legno e la Rinascente ha programmato la chiusura pomeridiana, nonostante l’invito del sindaco Beppe Sala a tenere aperto. La città è presidiata da oltre milleduecento operatori tra forze dell’ordine e militari. A Firenze, il gruppo ha escluso piazza Santa Maria Novella come punto di ritrovo e comunicherà il luogo solo all’ultimo, mentre il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha previsto ricognizioni continue nel centro storico.

Intanto, sul web un gruppo di estrema destra, Der Einzig, ha diffuso nomi e profili che sostiene siano gli amministratori del Movimento 17 ottobre, pubblicazione che configura un caso di doxxing. Il movimento aveva inizialmente indetto uno sciopero per oggi, poi revocato dopo la circolazione di informazioni sulle identità di chi ne gestisce i canali. La vicenda resta al centro dell’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica, mentre le indagini proseguono.