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Morte di Fakir a Bologna: le frasi shock dei poliziotti nella perizia

AUTORE: Redazione Novrium //
Morte di Fakir a Bologna: le frasi shock dei poliziotti nella perizia
Nuovi dettagli emergono sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne che il 19 luglio è deceduto in via Svevo, al Pilastro di Bologna, mentre due agenti di polizia lo stavano immobilizzando a terra. Le frasi pronunciate dai poliziotti, registrate dalla bodycam indossata da uno dei due, sono riportate nella consulenza medico-legale disposta dalla Procura di Bologna. Tra le battute emerse, «È schiattato ah» e «Cazzo me ne frega a me», pronunciate mentre il uomo urlava «aiuto» e i soccorritori cercavano di rianimarlo.

Secondo la relazione, che conta quasi trecento pagine, la morte è dovuta a più concause. Fakir è deceduto per insufficienza respiratoria acuta, in un corpo già debilitato da intossicazione da cocaina e da una severa cardiopatia. Hanno contribuito l'agitazione psicomotoria, l'ipertermia e la posizione prona mantenuta mentre le mani erano legate dietro la schiena. I consulenti sottolineano che la permanenza in posizione prona è un fattore concorrente, ma di entità verosimilmente minore, durata circa sei minuti e ventisette secondi e non autonomamente letale.

I periti hanno inoltre evidenziato criticità nella condotta dei soccorritori e del personale sanitario intervenuto, non conformi ai protocolli dell'emergenza sanitaria sia per tempestività sia per efficacia delle manovre. Anche il triage telefonico della Centrale Operativa del 118 non avrebbe approfondito un quadro che richiedeva domande mirate o un codice rosso. Gli esperti stimano inoltre che, anche con un intervento tempestivo e corretto, le probabilità di sopravvivenza sarebbero state attorno al 15%.

Sul piano giudiziario sono sei le persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminari, lo scudo penale, per omicidio colposo: i due agenti intervenuti e quattro volontari della Croce Rossa. I magistrati hanno fissato per domani, 28 ottobre, un incontro per decidere se archiviare il caso o proseguire l'inchiesta.

La difesa degli agenti, rappresentata dall'avvocato Gabriele Bordoni, sostiene che non ci sia stata violenza né schiacciamento e che il contributo della posizione prona sia marginale. I legali dei familiari, con l'avvocato Fabio Anselmo, ritengono invece che i consulenti non abbiano escluso il ruolo concausale della posizione prona, e il consulente di parte, il professor Vittorio Fineschi, redigerà una propria relazione da consegnare in Procura.