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Morte avvelenate: indagini su omicidio premeditato

AUTORE: Redazione Novrium //
Morte avvelenate: indagini su omicidio premeditato
Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara, avvelenate con la ricina a Pietracatella, si orientano sempre più verso l'ipotesi di un duplice omicidio premeditato. Secondo informazioni ufficiose, gli inquirenti hanno raccolto «elementi certi» che confermerebbero l'intenzionalità del reato. Gli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, incaricati di analisi approfondite, avrebbero fornito indicazioni in tal senso, pur attendendo il rapporto ufficiale.

I risultati delle analisi su alimenti e reperti sequestrati nell'abitazione delle vittime mostrerebbero tracce anomale di ricina, elemento chiave per stabilire il mezzo dell'avvelenamento. L'incrocio tra i dati delle 131 analisi effettuate a luglio e le verifiche sui campioni raccolti immediatamente dopo i fatti potrebbe chiarire il veicolo della sostanza. La Squadra Mobile, guidata da Marco Graziano, sta approfondendo testimonianze e condizioni di salute delle vittime nel periodo dell'evento.

La difesa di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, sottolinea la necessità di valutare anche l'ipotesi dell'incidente. L'avvocato Vittorino Facciolla ricorda che in sette casi precedenti l'avvelenamento era risultato accidentale, come rilevato dall'esperto Carlo Locatelli del Centro Antiveleni Maugeri. Tuttavia, gli inquirenti continuano a esaminare i legami familiari e i possibili moventi, con particolare attenzione a relazioni personali e dinamiche interne alla famiglia.

Nel fascicolo sono state ascoltate circa 200 persone, tra cui parenti e amici delle vittime. Una donna è indagata per favoreggiamento, essendo stata informata del possibile divorzio di Antonella ma non averlo riferito. Le indagini proseguono per chiarire l'intera vicenda, con l'attesa dei risultati definitivi dagli esperti tedeschi e l'approfondimento di nuove testimonianze.