Novrium Logo NOVRIUM_
> Seguici su
HOME TRENDS CHI_SIAMO CERCA

Mali: Attacco jihadista uccide ministro della Difesa Sadio Camara

AUTORE: Redazione Novrium //
Mali: Attacco jihadista uccide ministro della Difesa Sadio Camara
Il ministro della Difesa del Mali, Sadio Camara, è stato ucciso in un attacco coordinato da gruppi jihadisti legati ad Al-Qaeda. L'esplosione, causata da un'autobomba guidata da un attentatore suicida, ha colpito la residenza di Camara a Kati, a nord di Bamako. Tre membri della sua famiglia sono morti nello stesso incidente, mentre il bilancio complessivo delle vittime resta incerto. L'attacco è stato rivendicato da JNIM, l'affiliate di Al-Qaeda nel Sahel, in collaborazione con il gruppo tuareg FLA.

L'offensiva ha colpito diverse aree del Paese, tra cui Mopti, Sevare e Gao, con operazioni simultanee che segnano un'intensificazione della violenza. La città strategica di Kidal, ex base del FLA, è passata sotto il controllo dei ribelli dopo il ritiro delle forze governative e dei mercenari russi. Il governo maliano ha annunciato due giorni di lutto nazionale, mentre a Bamako sono state introdotte misure di sicurezza straordinarie, inclusi coprifuoco e posti di blocco.

La comunità internazionale ha condannato l'attacco. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso preoccupazione per l'aumento della violenza nel Sahel, regione già fragile dopo il ritiro delle missioni internazionali. L'Unione Europea ha riaffermato il sostegno al Paese nella lotta al terrorismo, mentre la Russia, alleata del governo maliano, ha subito un colpo simbolico con l'abbandono di Kidal. Analisti indicano l'attacco come un fallimento per Mosca, che aveva cercato di rafforzare la sua presenza in Africa occidentale.

Il governo maliano, guidato dal presidente Assimi Goita, affronta crescenti critiche per l'insufficienza della sicurezza. Dopo l'espulsione delle forze occidentali, il Paese ha cercato nuovi alleati, ma gli attacchi continuano a colpire infrastrutture e leadership. La crisi alimenta incertezza sulla stabilità della giunta militare, con il rischio di un ulteriore peggioramento della situazione nel Sahel.