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Giornalista vicentino indagato per simulazione di attentato

AUTORE: Redazione Novrium //
Giornalista vicentino indagato per simulazione di attentato
Adriano Cappellari, giovane collaboratore di un settimanale di Enego (Vicenza), è indagato per incendio, calunnia e simulazione di reato. Il 20enne aveva denunciato un attentato incendiario davanti alla sua abitazione, accompagnato da minacce scritte a lui, a don Maurizio Patriciello e alla premier Giorgia Meloni. Le indagini dei carabinieri hanno rivelato che aveva acquistato i materiali utilizzati per l'ordigno, tra cui bombolette di gas e alcol, tramite una carta di credito e un numero di telefono riconducibili a lui.

Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso un uomo con il volto coperto che lasciava una busta e posizionava un ordigno artigianale. Gli inquirenti hanno stabilito che l'altezza dell'uomo è compatibile con quella di Cappellari, che era rientrato a casa pochi minuti prima dell'esplosione. Le indagini hanno inoltre mostrato che il giovane aveva indicato residenti della zona come possibili responsabili, ma le verifiche non hanno trovato riscontri.

Il caso ha suscitato reazioni politiche, con messaggi di solidarietà da parte di Giorgia Meloni, Luca Zaia e altri leader. Cappellari era stato messo sotto scorta dopo l'attentato, ma le indagini hanno svelato che l'episodio era stato inventato. Le prove tecniche e l'analisi dei materiali hanno confermato l'inganno, portando alla sua indagine.

Il giornalista aveva precedentemente documentato le dinamiche criminali di Caivano, in provincia di Napoli, e aveva ricevuto minacce anonime. L'inchiesta ha evidenziato come l'acquisto dei materiali e le immagini delle telecamere siano stati cruciali per smascherare la simulazione del reato.