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Figlio della principessa ereditaria norvegese condannato a quattro anni per stupro

AUTORE: Redazione Novrium //
Figlio della principessa ereditaria norvegese condannato a quattro anni per stupro
Il figlio della principessa ereditaria norvegese, Marius Borg Høiby, è stato condannato a quattro anni di prigione per due casi di stupro e altri reati. La sentenza, emessa dal tribunale di Oslo, ha visto Høiby, 29 anni, accusato di aver violato due donne, tra cui una ex fidanzata, Nora Haukland, e un'altra in un evento privato nel 2024. Il giudice Jon Sverdrup Efjestad ha emesso la condanna dopo un processo durato sei settimane, durante il quale sono state presentate prove come messaggi elettronici e video di incontri sessuali.

Høiby, figlio della principessa Mette-Marit, non è un membro ufficiale della famiglia reale, ma è cresciuto all'interno del circolo. Durante il processo, ha negato le accuse più gravi, ammettendo però reati minori. I giudici lo hanno assolto da due ulteriori accuse di stupro, ma lo hanno condannato per altri reati, tra cui violazioni di divieti di avvicinamento e reati legati alle droghe. La procura aveva richiesto una pena di sette anni e sette mesi, mentre la difesa aveva chiesto una pena più lieve.

La condanna è arrivata in un momento di crisi per la famiglia reale norvegese, che sta affrontando l'ingresso di Mette-Marit in lista per un trapianto di polmone a causa di una malattia polmonare. La sua salute ha influenzato l'opinione pubblica, con un calo della popolarità della monarchia. Un sondaggio ha mostrato che il 60% degli norvegesi sostiene ancora la monarchia, ma il 27% vorrebbe un sistema diverso. Il caso Høiby ha messo in luce le contraddizioni tra l'immagine perfetta della famiglia reale e i comportamenti dell'imputato, suscitando dibattiti sulla gestione delle crisi.

La sentenza ha anche evidenziato le tensioni interne alla famiglia reale, con i legali di Høiby che avevano chiesto il suo rilascio per permettergli di trascorrere tempo con la madre. Tuttavia, il tribunale di appello ha respinto la richiesta. Il processo ha attirato un'ampia attenzione mediatica, con giornalisti che si sono accalcati davanti al tribunale per seguire le udienze. L'evento ha messo in luce le sfide della monarchia norvegese nel mantenere la sua credibilità in un'epoca di maggiore trasparenza e critica sociale.