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Estradato in Usa l'hacker cinese accusato di spionaggio sui vaccini Covid

AUTORE: Redazione Novrium //
Estradato in Usa l'hacker cinese accusato di spionaggio sui vaccini Covid
L'Italia ha completato l'estradizione di Xu Zewei, un ingegnere cinese di 33 anni, verso gli Stati Uniti, dove è accusato di spionaggio informatico. L'uomo, arrestato a luglio 2025 all'aeroporto di Malpensa, era ricercato dall'Fbi per aver partecipato a un'operazione di intrusione su dati scientifici riguardanti i vaccini anti-Covid. La decisione è arrivata dopo che la Cassazione ha respinto il ricorso della difesa, confermando l'accoglibilità della richiesta di estradizione formulata dalla Corte d'appello di Milano.

Secondo l'Fbi, Xu Zewei avrebbe fatto parte di un team di hacker che ha violato sistemi informatici di università e istituti di ricerca negli Stati Uniti nel 2020, rubando informazioni su terapie e vaccini. L'inchiesta ha collegato l'attività al progetto Hafnium, una campagna di cyberspionaggio su larga scala attribuita al governo cinese. Le autorità statunitensi hanno sostenuto che l'obiettivo era ottenere dati sensibili per fini economici e tecnologici.

La difesa di Xu ha contestato le accuse, sostenendo che l'uomo potrebbe essere vittima di un errore di identità. L'avvocato Enrico Giarda ha sottolineato che i dati personali del cliente sarebbero stati persi quando ha lasciato l'azienda dove lavorava nel 2018, ipotizzando che qualcun altro abbia utilizzato il suo account. La Corte d'appello di Milano aveva però chiarito che il reato non presentava una valenza politica, ma era motivato da logiche concorrenziali tra potenze globali.

L'estradizione, formalizzata dal ministero della Giustizia, ha suscitato attenzione internazionale. La vicenda è stata interpretata come un segnale di collaborazione tra Italia e Stati Uniti, anche se non sono state chiarite le motivazioni politiche dietro la decisione del governo italiano.