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Emanuele Galeppini morto per asfissia

AUTORE: Redazione Novrium //
Emanuele Galeppini morto per asfissia
La tragica notte di Capodanno a Crans-Montana ha portato alla morte di molti giovani, tra cui il sedicenne Emanuele Galeppini. Dopo settimane di attesa, i genitori di Emanuele hanno finalmente ricevuto la risposta alle loro domande: il figlio è morto per asfissia, a causa dei fumi tossici respirati durante l'incendio al locale Le Constellation.

L'autopsia e la Tac eseguite dai periti romani hanno escluso che Emanuele sia morto per schiacciamento o ustioni, come inizialmente ipotizzato. I genitori di Emanuele, assistiti dagli avvocati Nicola Scodnik e Alessandro Vaccaro, hanno espresso soddisfazione per la verità finalmente emersa, ma anche rabbia e dolore per il comportamento delle autorità svizzere, che avevano chiesto il Dna per l'identificazione del corpo, nonostante il ragazzo avesse addosso i documenti e il cellulare.

La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio colposo, e i tre esperti nominati hanno disposto l'autopsia sui corpi di tutti i ragazzi italiani morti quella notte. Ulteriori analisi e approfondimenti saranno effettuati per capire la miscela dei fumi tossici respirati da Emanuele e per stabilire se il ragazzo si trovava fuori o dentro il locale al momento dell'incendio.

La famiglia di Emanuele chiede giustizia e verità, e attende che vengano identificati tutti i responsabili della tragedia. Il caso di Crans-Montana è un tragico esempio di come la negligenza e l'imprudenza possano portare a conseguenze devastanti.

La comunità è ancora sotto shock per la perdita di così tante giovani vite, e si attende che la giustizia faccia il suo corso. La storia di Emanuele Galeppini e degli altri ragazzi morti a Crans-Montana non sarà dimenticata, e sarà un monito per tutti coloro che hanno la responsabilità di garantire la sicurezza e la protezione dei cittadini.