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Egitto: Procura chiede ergastolo per torturatori di Giulio Regeni

AUTORE: Redazione Novrium //
Egitto: Procura chiede ergastolo per torturatori di Giulio Regeni
La Procura di Roma ha richiesto l'ergastolo per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e 17 anni e sei mesi di reclusione per tre altri agenti egiziani nel processo per il sequestro, le torture e l'omicidio di Giulio Regeni. Il caso, risalente al 2016, vede imputati quattro appartenenti ai servizi segreti egiziani accusati di aver privato il ricercatore friulano della sua condizione di essere umano attraverso violenze sistematiche.

Nella requisitoria, i pm Francesco Lo Voi e Sergio Colaiocco hanno sottolineato la gravità delle accuse, evidenziando come gli imputati, di alto grado nei servizi di sicurezza, abbiano agito con metodo e organizzazione. L'accusa ha ricostruito le ultime ore di vita di Regeni, mostrando immagini dell'autopsia che rivelavano venti fratture e lesioni estese, in contrasto con le prime valutazioni egiziane. Il ricercatore, scomparso il 25 gennaio 2016, fu torturato per una settimana prima di essere ucciso.

I magistrati hanno criticato l'assenza di collaborazione da parte dell'Egitto, che avrebbe coperto gli aguzzini e non rispettato le convenzioni internazionali. La Procura ha sottolineato che il processo rappresenta una battaglia per la verità e la giustizia, non solo per Regeni ma per tutti coloro che hanno subito violenze da parte di apparati statali. L'attenzione è caduta anche sulla mancanza di risposte da parte del regime egiziano, che avrebbe privilegiato la protezione degli agenti piuttosto che l'approfondimento delle responsabilità.

Il caso ha suscitato un forte dibattito pubblico, con l'accento posto sulle responsabilità internazionali e sull'importanza di perseguire la giustizia anche quando si affrontano sistemi autoritari. La richiesta di pene estreme è stata presentata come un atto di ribellione contro l'impunità, con l'obiettivo di dare un segnale chiaro sulla condanna delle violenze di stato.