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Domenico Caliendo: due medici indagati per falso nella cartella clinica

AUTORE: Redazione Novrium //
Domenico Caliendo: due medici indagati per falso nella cartella clinica
La Procura di Napoli ha aggiunto una nuova accusa di falso alla cartella clinica ai due medici dell'ospedale Monaldi già sotto indagine per la morte del bambino Domenico Caliendo. Si tratta del cardiochirurgo Guido Oppido e della seconda operatrice Emma Bergonzoni, che hanno subito modifiche agli orari di arrivo del cuore da Bolzano a Napoli. Gli inquirenti, guidati dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, hanno evidenziato inesattezze riguardo le fasi del trapianto, in particolare l'orario dell'arrivo dell'organo in sala operatoria. La misura interdittiva è stata richiesta al Gip, e i due medici saranno interrogati a fine mese.

I sanitari, già accusati di omicidio colposo in concorso, hanno difeso la loro attività. Il cardiochirurgo Oppido ha dichiarato di aver fatto tutto bene, definendosi la vittima della situazione. Le criticità emerse riguardano l'assenza di conferma da parte di altri operatori degli orari registrati nella cartella clinica. La madre del bambino ha annunciato la creazione di una fondazione per ricordare Domenico e evitare che episodi simili si ripetano.

Le indagini, condotte dai carabinieri del Nas, si concentrano sulle procedure seguite durante il trapianto del 23 dicembre. I legali dei medici, Alfredo Sorge, Vittorio Manes e Vincenzo Maiello, prepareranno le loro difese durante l'interrogatorio. L'attenzione è rivolta alle discrepanze tra i dati registrati e le testimonianze di altri sanitari, che potrebbero influenzare le conclusioni dell'inchiesta.

Il caso ha suscitato preoccupazione nel settore sanitario, con richieste di maggiore trasparenza e controllo nelle procedure dei trapianti. La famiglia di Domenico spera che l'indagine porti a chiarezza e a misure per migliorare la sicurezza dei pazienti. Le autorità hanno ribadito l'importanza di rispettare gli standard di cura, evitando errori che possano compromettere la vita dei pazienti.