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Condanna a 7 anni e 4 mesi per Almasri: violenze nei detenuti

AUTORE: Redazione Novrium //
Condanna a 7 anni e 4 mesi per Almasri: violenze nei detenuti
Il Tribunale di Tripoli ha condannato Osama Najeem Almasri a 7 anni e 4 mesi di reclusione per aver violato i diritti dei detenuti nel carcere di Mitiga. L'ex comandante della milizia Rada è stato rimpatriato in Libia dall'Italia nel 2025 dopo essere stato arrestato a Torino su mandato della Corte penale internazionale (Cpi) per presunti crimini di guerra e contro l'umanità. La sentenza, che prevede la perdita della capacità giuridica e dei diritti civili per la durata della pena, rappresenta un punto di svolta nella vicenda che ha suscitato dibattiti politici e internazionali.

Almasri, accusato di torture, omicidi e violenze sessuali, era stato rilasciato in Italia per mancata convalida dell'arresto, decisione contestata da organizzazioni umanitarie e dalla Cpi. La condanna libica non chiude automaticamente il caso internazionale, poiché la Corte dell'Aja valuterà se il procedimento nazionale soddisfi gli standard di genuinità. La vicenda ha evidenziato le tensioni tra giustizia nazionale e internazionale, con la Libia che cerca di dimostrare la propria capacità di perseguire gli accusati.

Le reazioni politiche in Italia sono state divise. Fratelli d'Italia ha sostenuto che il governo abbia agito correttamente per motivi di sicurezza, mentre opposizioni e organizzazioni hanno criticato l'espulsione. La Cpi ha espresso preoccupazione per la cooperazione con le autorità libiche, sottolineando l'obbligo di collaborazione derivante dal rinvio della situazione libica al procuratore della Corte nel 2011.

La sentenza di Tripoli si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra istituzioni formali e gruppi armati in Libia. Il carcere di Mitiga, controllato dalla milizia Rada, è stato spesso segnalato per detenzioni arbitrarie e abusi. La vicenda rimane un esempio complesso delle sfide della giustizia internazionale e delle relazioni tra Stati in un periodo di instabilità regionale.