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Ben-Gvir indagato in Italia per violenze sulla Flotilla

AUTORE: Redazione Novrium //
Ben-Gvir indagato in Italia per violenze sulla Flotilla
Il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir è indagato dalla Procura di Roma per sequestro di persona, tortura e violenze sessuali nell'ambito dell'inchiesta sulla Flotilla, nave che trasportava attivisti umanitari diretti in Palestina. L'indagine, coordinata dal pm Stefano Opilio, si basa su video e testimonianze che mostrano volontari inginocchiati e ammanettati in un hangar del porto di Ashdod, mentre Ben-Gvir li deride. I filmati, acquisiti dai carabinieri del Ros, documentano presunti maltrattamenti durante il fermo degli attivisti, avvenuto in acque internazionali vicino a Cipro.

L'inchiesta riguarda due operazioni di intercettazione della Marina israeliana: una a fine maggio e un'altra a inizio aprile. Gli attivisti, oltre 430 persone, sono stati detenuti su navi prigione e poi in un deposito militare prima dell'espulsione da Israele. I pm hanno ipotizzato reati come rapina e violenza sessuale, in base a testimonianze di volontari e documenti. Ben-Gvir, che ha diffuso video delle scene, ha risposto con toni duri, definendo l'Italia il 'Paese delle ciabatte' e rifiutando di essere intimidito.

La Procura ha riunito il caso a un fascicolo precedente relativo a un episodio simile al largo della Striscia di Gaza. Gli avvocati dei volontari hanno presentato denunce che evidenziano il sequestro di effetti personali e l'uso di violenza. Al momento, Ben-Gvir è l'unico indagato, ma sono in corso accertamenti su altri esponenti israeliani, tra cui funzionari del carcere di Ketziot e comandanti dell'Idf. I verbali delle deposizioni di testimoni, tra cui un inviato italiano e un parlamentare, saranno analizzati nei prossimi giorni.

L'indagine ha suscitato reazioni internazionali, con Israele che ha criticato la magistratura italiana per aver aperto un procedimento su fatti avvenuti all'estero. La vicenda ha riportato l'attenzione sui presunti crimini di guerra commessi durante le operazioni di blocco delle navi umanitarie, con l'obiettivo di chiarire le responsabilità di chi ha partecipato al fermo e al trattamento degli attivisti.