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Belgrado, assalitore ucciso davanti all'ambasciata israeliana dopo l'attacco a un agente

AUTORE: Redazione Novrium //
Belgrado, assalitore ucciso davanti all'ambasciata israeliana dopo l'attacco a un agente
Un assalitore è stato ucciso nella notte tra martedì e mercoledì davanti all'ambasciata di Israele a Belgrado, in Serbia, dopo aver aggredito con due coltelli un agente della gendarmeria. Il ministro dell'Interno serbo, Ivica Dacic, ha definito l'episodio un attacco terroristico e ha annunciato che il livello di allerta è stato portato al massimo, con una maggiore presenza delle forze dell'ordine nei luoghi sensibili.

Secondo quanto dichiarato da Dacic, l'aggressore sarebbe un minorenne la cui identità non è ancora stata accertata, presumibilmente originario di Sabac. Mentre si scagliava contro il militare gridando "Allah Akbar", avrebbe colpito l'uomo con due coltelli. Il poliziotto ha reagito e ha ucciso l'aggressore per legittima difesa, riportando una ferita lieve alla testa.

Le autorità stanno esaminando il profilo dell'assalitore, che secondo il ministro era seguito dai servizi di sicurezza. Dacic ha spiegato che il giovane mostrava sostegno allo Stato Islamico, avendo pubblicato sul proprio account Instagram la bandiera nera del gruppo jihadista.

L'attacco arriva a pochi giorni dalle elezioni parlamentari serbe di domenica, nelle quali il lungo governo dell'ex presidente Aleksandar Vucic è stato sconfitto da un movimento guidato dagli studenti, dopo quasi due anni di proteste contro di lui. Vucic e i suoi alleati controllano ancora la polizia, poiché il nuovo esecutivo non è stato ancora formato.

Il episodio riporta alla memoria l'attacco del giugno 2024, quando un aggressore armato di balestra ferì un agente serbo che sorvegliava la stessa ambasciata israeliana. In quell'occasione l'assalitore fu colpito a morte da una guardia.

Intanto anche Israele è al voto: le elezioni parlamentari di martedì, le prime dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, non hanno prodotto un vincitore chiaro secondo i primi exit poll. Lo spoglio proseguirà e i risultati definitivi non sono attesi prima di giovedì. Né il premier Benjamin Netanyahu né il rivale Eisenkot hanno rivendicato la vittoria, e nessuno dei due blocchi raggiunge la maggioranza di 61 seggi nella Knesset.