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Attacco hacker ai supermercati d'Europa: freezer portati a 50 gradi

AUTORE: Redazione Novrium //
Attacco hacker ai supermercati d'Europa: freezer portati a 50 gradi
Una serie di attacchi hacker ha colpito i supermercati di diversi Paesi europei, con frigoriferi e congelatori manomessi da remoto e portati a temperature fino a 50 gradi sopra lo zero. Tra i Paesi coinvolti figurano Italia, Svezia, Belgio, Lussemburgo, Estonia, Irlanda, Olanda e Portogallo. Nei punti vendita colpiti i freezer si sono trasformati in pochi istanti in forni, con tonnellate di cibo deperito e danni stimati in milioni di euro.

In Italia gli episodi più evidenti si sono verificati in Sicilia, dove almeno quattro punti vendita Coop tra Catania e Palermo hanno registrato anomalie nei sistemi di refrigerazione dei banchi alimentari. Nella notte tra il 2 e il 3 novembre sono stati attaccati anche due supermercati Viro a Sassari, con la temperatura innalzata fino a circa 15 gradi. In Abruzzo, a Silvi Marina, le temperature effettive hanno raggiunto i 40 gradi nonostante l'impostazione a 150. La società di ristorazione collettiva Siaf, con sede a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, ha riferito di aver rilevato tempestivamente un attacco ai sistemi di refrigerazione, senza conseguenze sull'operatività.

Secondo le ricostruzioni, i criminali sfruttano la centralina di controllo a cui sono collegati i banchi frigo, connessa alla rete del supermercato e in alcuni casi a quella esterna. I controller coinvolti sono prodotti Danfoss, come le serie AK-SM e AK-SC, e modelli Copeland e Dixell, molti dei quali non ricevevano più aggiornamenti di sicurezza da anni. Gli esperti parlano di password predefinite, firmware obsoleto e sistemi esposti direttamente a Internet, ricordando che esiste un rischio sistemico: un'unica vulnerabilità può essere replicata simultaneamente in migliaia di impianti.

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato di essere preoccupato, parlando di un'iniziativa presumibilmente coordinata a livello europeo e di un'ostilità evidente. A Palazzo Chigi si è svolta una riunione con il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida e i vertici dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e delle agenzie di intelligence. La polizia postale ha avviato indagini, mentre l'impatto in Italia è stato definito limitato e non è emerso alcun rischio per la salute dei cittadini.

Ancora ignoti i responsabili e le motivazioni. Non ci sono al momento elementi che indichino un coinvolgimento di governi stranieri, e né l'intelligenza artificiale né attacchi di tipo sofisticato sembrano essere stati determinanti: secondo gli esperti si è trattato di vulnerabilità note da tempo. Le autorità francesi, che indagano dalla metà di ottobre, hanno già segnalato attacchi simili ai retailer di Francia e Paesi Bassi, e il Regno Unito ha richiamato la necessità di correggere le cattive pratiche di sicurezza informatica.

Gli specialisti avvertono che il problema va oltre i frigoriferi. Router domestici, telecamere IP, smart tv, serrature elettroniche e sistemi di allarme possono presentare le stesse fragilità, così come i software che misurano il carburante nelle stazioni di servizio. Il contenimento dei costi nello sviluppo dell'hardware e la responsabilità frammentata tra produttori, installatori e gestori rendono difficile la protezione di un ecosistema sempre più connesso, dove ogni dispositivo rappresenta un possibile punto d'ingresso.