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Trentini racconta la prigionia in Venezuela

AUTORE: Redazione Novrium //
Trentini racconta la prigionia in Venezuela
Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto per 423 giorni in Venezuela, ha raccontato la sua esperienza in prigionia. Trentini è stato arrestato il 15 novembre 2024 e rilasciato il 12 gennaio 2026. Ha descritto le condizioni di prigionia come "molto dure", con celle di due metri per quattro, una "turca" che faceva da latrina e doccia, e acqua disponibile solo due volte al giorno.

Il cooperante ha anche raccontato di essere stato sottoposto a una sessione con la macchina della verità, durante la quale gli sono state fatte domande sul terrorismo e lo spionaggio. Trentini ha spiegato che le condizioni di prigionia erano psicologicamente molto dure, con violenze psicologiche e la mancanza di assistenza legale.

Trentini ha anche parlato della sua esperienza nella "Vasca", una cella di punizione dove è stato tenuto per dieci giorni seduto senza potersi muovere. Ha descritto la vita in cella come "molto dura", con pochissimi libri e nessuna opportunità di svago.

Il cooperante ha espresso la sua gratitudine per essere stato liberato e ha dichiarato di voler ricordare tutto dei suoi 423 giorni di carcere in Venezuela. La sua famiglia ha perso più di un anno di vita durante la sua prigionia.

Trentini ha raccontato la sua storia a Che tempo che fa, descrivendo le condizioni di prigionia e la sua esperienza con la macchina della verità. La sua storia è un esempio della durezza della prigionia in Venezuela e della importanza della libertà e della giustizia.