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Russia, Putin ammette carenza benzina: code e razionamenti

AUTORE: Redazione Novrium //
Russia, Putin ammette carenza benzina: code e razionamenti
Il presidente russo Vladimir Putin ha ammesso pubblicamente la carenza di carburante nel Paese, causata dagli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche. Le stazioni di servizio russe registrano code interminabili e razionamenti, con pompe a secco in diverse regioni, dall'Estremo Oriente alla Crimea. Putin ha annunciato la costituzione di una task force per gestire la crisi, valutando persino il blocco delle esportazioni di gasolio per proteggere il mercato interno.

Secondo analisi, gli attacchi con droni ucraini hanno danneggiato quasi un quinto della capacità di raffinazione russa, con colpi mirati su impianti chiave come la raffineria di Mosca. Queste operazioni, definite da Zelensky come 'sanzioni più efficaci', hanno ridotto le esportazioni e aumentato i costi della benzina del 40% in alcuni settori. La Russia sta cercando di compensare l'emergenza importando carburanti dall'India, un'umiliazione economica per il Cremlino.

Sul fronte militare, le perdite russe sono stimate intorno a 30.000 unità mensili, con crescenti richieste di mobilitazione. Putin ha promesso di riparare le infrastrutture danneggiate, ma le critiche interne aumentano. La crisi ha colpito anche la vita quotidiana, con il governatore della Crimea che ha sospeso la vendita di carburante ai privati.

Il quadro generale evidenzia una svolta nel conflitto: l'efficacia delle operazioni ucraine ha messo in crisi l'equilibrio energetico russo. Putin ha riconosciuto le difficoltà, ma ha mantenuto una posizione intransigente sulle negoziazioni, richiedendo la resa ucraina. La situazione rimane tesa, con il rischio di ulteriori escalation e cambiamenti nel conflitto.