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Prima donna arcivescovo di Canterbury: storia e sfide di Sarah Mullally

AUTORE: Redazione Novrium //
Prima donna arcivescovo di Canterbury: storia e sfide di Sarah Mullally
Mercoledì 25 marzo 2026, Sarah Mullally è stata insediata come arcivescovo di Canterbury, diventando la prima donna a ricoprire questa posizione nella storia della Chiesa inglese. L'evento, celebrato nella Cattedrale di Canterbury, ha segnato l'inizio della sua attività pubblica come capo della Chiesa inglese e guida spirituale della Comunione Anglicana, che conta oltre 100 milioni di membri. Mullally, 63 anni, ha ricevuto il supporto di personalità come il principe William, la principessa Catherine e il primo ministro Keir Starmer, nonché rappresentanti di 42 chiese membri della Comunione.

La cerimonia, svoltasi nel giorno della Festa dell'Annunciazione, ha sottolineato il significato simbolico della sua nomina. Mullally, ex infermiera e prima donna a ricoprire il ruolo di capo della Chiesa inglese, ha parlato di una «chiamata a essere un pastore che permetta a tutti di esprimere la propria vocazione». La sua carriera include la posizione di direttrice dell'assistenza sanitaria inglese e la consacrazione come vescovo nel 2015, diventando la quarta donna a raggiungere quel rango.

La sua nomina arriva in un momento di tensione per la Chiesa inglese, con divisioni interne su temi come il ruolo delle donne e i diritti LGBTQ+. Mullally dovrà affrontare anche le critiche per la gestione delle accuse di abusi sessuali, un tema che ha colpito la Chiesa negli ultimi anni. La sua precedente esperienza come infermiera è stata ricordata con un simbolo: il fermaglio della sua cintura da infermiera è stato utilizzato per fissare l'abito cerimoniale.

La cerimonia ha incluso riti multilingue, con preghiere in bembà, spagnolo e urdu, riflettendo la diversità della Comunione Anglicana. Mullally ha sottolineato l'importanza della trasparenza e della sicurezza nella Chiesa, impegnandosi a rispondere alle esigenze di un mondo «diviso e in sofferenza». La sua elezione rappresenta un passo storico, ma anche un test per la capacità della Chiesa di affrontare le sfide del presente.