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Pensioni: a 67 anni e 6 mesi nel 2029, picco della spesa nel 2041

AUTORE: Redazione Novrium //
Pensioni: a 67 anni e 6 mesi nel 2029, picco della spesa nel 2041
L'età per andare in pensione di vecchiaia in Italia continuerà a salire, raggiungendo 67 anni e 6 mesi nel 2029 e 67 anni e 8 mesi nel 2031, secondo le proiezioni della Ragioneria generale dello Stato. Per la pensione anticipata, gli uomini dovranno accumulare 43 anni e 4 mesi di contributi nel 2029, con un anno in meno per le donne. Questi aumenti sono legati all'adeguamento alle aspettative di vita e al sistema contributivo, che determina gli importi delle pensioni in base ai contributi versati.

Il rapporto tra spesa pensionistica e Pil raggiungerà il picco nel 2041 al 17,1%, livello che rimarrà stabile per tre anni. La crescita è dovuta all'ingresso in quiescenza delle generazioni del baby boom, compensato parzialmente dall'aumento dei requisiti pensionistici e dal calcolo contributivo. Dal 2045 la spesa inizierà a ridursi, portandosi al 14% del Pil nel 2070, grazie all'applicazione generalizzata del sistema contributivo e alla stabilizzazione demografica.

Le proiezioni evidenziano anche l'aumento della spesa complessiva per pensioni, sanità e assistenza, che passerà dal 22,1% del Pil nel 2023 al 25,5% nel 2044, per poi scendere al 23% nel 2070. Questo andamento riflette l'invecchiamento della popolazione e l'evoluzione del sistema previdenziale, che punta a un equilibrio tra età di uscita e contributi versati.

Per i futuri pensionati, il sistema previdenziale si adatterà progressivamente, con un'età di pensionamento sempre più alta e importi delle pensioni legati ai contributi accumulati. Questo meccanismo mira a contenere la spesa pubblica, anche se il peso complessivo delle pensioni e dell'assistenza rimarrà elevato anche nel 2070.