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Morte di Denise Cosco: sequestro casa e analisi cellulare

AUTORE: Redazione Novrium //
Morte di Denise Cosco: sequestro casa e analisi cellulare
La Procura di Velletri ha posto sotto sequestro l'abitazione di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, dopo la sua morte in ospedale a Roma. La donna si era lanciata dal terzo piano del palazzo ad Ariccia domenica scorsa, causando gravi ferite che l'hanno portata alla morte giovedì. Durante un sopralluogo, i carabinieri hanno sequestrato un secondo cellulare trovato nell'appartamento, che verrà analizzato per ricostruire gli ultimi momenti della vittima.

I pm procedono contro ignoti, in attesa di ascoltare il compagno di Denise, l'unica persona presente in casa al momento del gesto. L'indagine punta a chiarire le circostanze della tragedia, con ulteriori rilievi tecnici nell'immobile. L'ipotesi di reato è istigazione al suicidio, ma non ci sono indicazioni di responsabilità altrui.

Denise, 35 anni, era stata protetta per anni insieme alla madre, Lea Garofalo, testimone di giustizia contro la 'ndrangheta. La donna era stata uccisa nel 2002 in un agguato, e Denise aveva scelto di testimoniare contro il padre. Dopo aver lasciato il programma di protezione, aveva iniziato una vita autonoma nel Lazio.

L'autopsia eseguita venerdì ha confermato le cause della morte. Sul web circolano appelli per ricordare Denise, con proposte di simboli di memoria come la piantumazione di un albero nel Parco Sempione. La zia della vittima ha pubblicato una foto di Denise, rompendo il silenzio sulla sua vita segreta.