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Maldive, trovati i corpi dei 4 sub italiani in una grotta a 60 metri

AUTORE: Redazione Novrium //
Maldive, trovati i corpi dei 4 sub italiani in una grotta a 60 metri
I corpi dei quattro sub italiani dispersi durante un'immersione alle Maldive sono stati localizzati nella terza cavità di una grotta situata a 60 metri di profondità nell'atollo di Vaavu. L'annuncio è stato confermato dalla Farnesina, che ha precisato che le operazioni di recupero proseguiranno con l'ausilio di esperti speleosub. I cadaveri di Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri sono stati individuati dopo giorni di ricerche, mentre il corpo di Gianluca Benedetti, la quinta vittima, era già stato recuperato.

Il team di soccorso, composto da tre specialisti finlandesi della Dan Europe, ha iniziato le attività di ispezione con attrezzature avanzate, inclusi scooter subacquei e miscele di gas specifiche per le profondità estreme. Le operazioni sono state interrotte temporaneamente dopo la morte di un sommozzatore maldiviano, colpito da malattia da decompressione. I sub finlandesi, noti per il salvataggio dei ragazzi bloccati in una grotta thailandese nel 2018, hanno valutato le condizioni della grotta, un sistema sottomarino complesso formato da tunnel e camere interne.

Le grotte di Alimatha, parte di un'area vulcanica antica, sono note per la loro biodiversità e per gli squali che vi si rifugiano. Il professor Paolo Galli, ecologo dell'Università di Milano Bicocca, ha sottolineato l'importanza di questi ambienti per lo studio dei coralli di grotta, minacciati dal riscaldamento globale. Monica Montefalcone, una delle vittime, era specializzata in ricerche su questi ecosistemi.

Il recupero dei corpi richiederà ulteriori immersioni, con attenzione alla sicurezza e alla gestione delle risorse. I superstiti dello yacht Duke of York sono già rientrati in Italia, mentre le autorità locali continuano a monitorare le condizioni delle operazioni. L'incidente ha suscitato preoccupazione per la sicurezza delle immersioni in aree remote, dove l'accesso richiede esperienza e tecnologia avanzata.