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Elicottero precipitato in Bosnia: quattro militari italiani morti

AUTORE: Redazione Novrium //
Elicottero precipitato in Bosnia: quattro militari italiani morti
Quattro militari italiani sono morti nello schianto di un elicottero CH-47 in Bosnia-Erzegovina, impegnato nell'ambito della missione Eufor Althea. Il velivolo era partito da Viterbo e, dopo uno scalo all'aeroporto militare di Pratica di Mare, aveva raggiunto la Bosnia. A bordo si trovavano complessivamente 15 persone. L'incidente, avvenuto il 29 ottobre, è avvenuto durante una delle operazioni addestrative quotidiane.

I due militari ai comandi, il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, erano in servizio al Comando aviazione dell'Esercito di Viterbo e di stanza al primo reggimento «Antares» del Centro Addestrativo, struttura che forma piloti e tecnici e sviluppa le tecniche di impiego degli aeromobili. Marchesi, 35 anni, era originario di Orvieto, dove vive la sua famiglia. Appassionato di sci e calcio, che aveva praticato da ragazzo, aveva pubblicato sui social una foto sulla neve accompagnata dal motto «Da quando ho cominciato a camminare mi piace correre».

Le altre due vittime appartenevano al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Si tratta del tenente Franco Adriano Zecchillo, medico di Orvieto, e della sergente Laura Procacci, infermiera di Andria, indicata come la prima donna sottufficiale della cittadina pugliese ad aver prestato giuramento nel corpo militare della Cri. Un altro operatore della Croce Rossa, componente del team di evacuazione medica, è rimasto ferito.

Gli undici feriti sono ricoverati negli ospedali di Brcko e Tuzla, dove sono stati inviati anche medici militari italiani per monitorarne le condizioni. Al momento nessuno di loro risulta in pericolo di vita e tra i feriti vi sarebbe anche un militare che se l'è cavata con diverse fratture alle costole.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha reso noti i nomi delle vittime in serata, spiegando di aver atteso che le famiglie fossero informate per evitare che centinaia di altri familiari vivessero ore di angoscia. Crosetto ha annunciato che domani raggiungerà in Bosnia i feriti e gli altri militari insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa e a medici militari specialisti.

Il ministro ha anche spiegato che la Festa delle Forze Armate del 4 novembre cambierà volto: il Villaggio Difesa non sarà inaugurato e diventerà invece un luogo di raccoglimento per ricordare i caduti, Simone, Claudio, Franco e Laura, e per stare vicini alle loro famiglie.

Anche il presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, ha espresso il proprio dolore per la scomparsa dei due colleghi, sottolineando che l'ente sta già sostenendo le loro famiglie.

Le cause dell'incidente sono ancora in corso di accertamento.