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Carlo Petrini, il padre di Slow Food, si addio a Pollenzo: un'eredità globale

AUTORE: Redazione Novrium //
Carlo Petrini, il padre di Slow Food, si addio a Pollenzo: un'eredità globale
Il mondo della gastronomia e dell'ambiente si è fermato per l'ultimo saluto a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, durante una cerimonia laica a Pollenzo. La folla, composta da studenti, personalità, e rappresentanti istituzionali, si è radunata nel cortile dell'Agenzia di Pollenzo, luogo simbolo del movimento che ha rivoluzionato il rapporto tra cibo, cultura e sostenibilità.

Nicola Perullo, rettore dell'Università di Scienze Gastronomiche, ha ricordato la visione di Petrini, che vedeva l'ateneo non solo come un centro accademico, ma come un'esperienza di vita. «Era un grande amico, gentilissimo e carismatico. Parlava a contadini, pescatori, re, papi e politici», ha sottolineato, sottolineando come la sua idea di gastronomia andasse ben oltre il cibo. «La sua eredità è mondiale», ha aggiunto, riferendosi alla capacità di Petrini di unire persone di ogni estrazione.

Eddie Mukibi, rappresentante di Slow Food internazionale, ha letto un commosso discorso: «La tua eredità continua a vivere». Ha parlato del legame con Petrini, che lo ha ispirato a diventare un leader e ha dato opportunità agli africani di studiare la gastronomia. La cerimonia, priva di riti religiosi, ha evidenziato lo spirito di unione e condivisione che ha contraddistinto la vita di Petrini.

Tra i partecipanti anche figure di spicco come Jacopo Fo, Don Ciotti e rappresentanti politici. L'evento ha sottolineato come il movimento Slow Food, nato nelle Langhe, sia diventato un'esperienza globale. «Chi semina utopia raccoglie realtà», ha detto Perullo, riferendosi alla capacità di Petrini di trasformare idee in azioni concrete. La sua visione di un mondo in cui il cibo è un atto di rispetto per la terra e l'umanità continua a vivere attraverso le generazioni.