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Aeroporti italiani in crisi: carburante limitato a Brindisi, Reggio e Pescara

AUTORE: Redazione Novrium //
Aeroporti italiani in crisi: carburante limitato a Brindisi, Reggio e Pescara
L'aeroporto di Brindisi rimane senza carburante per gli aerei almeno fino alle 12 di domani 7 aprile, con scorte limitate riservate a voli statali, di soccorso e sanitari. La situazione si è aggravata dopo l'aggiornamento dei Notam, i bollettini aeronautici, che hanno invitato le compagnie a pianificare i voli con rifornimenti anticipati. Problemi analoghi si registrano a Reggio Calabria, dove è stata introdotta una quota massima di rifornimento, e a Pescara, dove è disponibile solo un'autocisterna da 20mila litri.

La crisi del carburante si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà nella distribuzione del combustibile, con scorte ridotte anche a Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. Il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, ha sottolineato che la situazione è sotto controllo e che le forniture saranno ripristinate entro la mattina di domani. Tuttavia, l'incertezza riguardo alla stagione estiva aumenta, con preoccupazioni per possibili ritardi e costi elevati dei voli.

L'origine del problema è legata alle tensioni internazionali, in particolare al blocco dello Stretto di Hormuz, che ha ridotto le forniture di petrolio dai Paesi arabi. L'Europa importa circa il 30% del carburante per aerei, e compagnie come Ryanair e Lufthansa hanno avvisato sulle possibili conseguenze se il conflitto si prolungasse. Le limitazioni hanno già colpito alcuni scali asiatici, mentre i viaggiatori si trovano a fronteggiare una doppia penalizzazione: costi elevati del carburante e un dollaro forte rispetto all'euro.

Il Codacons ha ricordato che le polizze assicurative per cancellazioni voli possono arrivare a costare l'8% del prezzo della vacanza, ma non sempre garantiscono rimborsi completi. La normativa europea tutela i passeggeri in caso di cancellazioni per problemi di carburante, ma l'incertezza sull'estate 2026 resta alta, con destinazioni sconsigliate per conflitti e una nuova variabile critica: la disponibilità di combustibile negli aeroporti.